Astrologia Previsionale - Astrologia oraria, elettiva, classica e Magia Astrologica

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L'ASTROLOGIA E LA CRISI FINANZIARIA

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Chi è interessato ad approfondire lo studio dell’astrologia finanziaria troverà probabilmente interessante questo mio saggio:
G. ALBANO: ASTROLOGIA DELLE BORSE. COME PREVEDERE L’ANDAMENTO DEI MERCATI FINANZIARI CON L’ASTROLOGIA CLASSICA”, EDIZIONI LULU E YOUCANPRINT, 2011
http://www.lulu.com/shop/giacomo-albano/astrologia-delle-borse-come-prevedere-landamento-dei-mercati-finanziari-con-lastrologia-classica/paperback/product-20391048.html


 

Durante gli studi che hanno preceduto la stesura del libro "Astrologia delle Borse" mi sono spesso servito dei grafici relativi all'indice EURSTX500, al punto che nelle prime pagine del libro ho fatto esplicito riferimento a questo indice, pur specificando al tempo stesso che in realtà le previsioni ottenute seguendo questo metodo non si riferiscono a questo o quall'indice di Borsa, ma al trend generale della finanza a livello mondiale. Vorrei adesso ribadire con  più forza questo punto, che sicuramente non mancherò di sottolineare nelle future edizioni del libro.
Se per esempio le Borse europee vanno molto male e quelle asiatiche si mantengono stabili, ci si può aspettare che le sizigie indichino un ribasso, ma non un vero e proprio crollo - che pure in Europa c'è stato. Le sigizie domificate per Greenwich, insomma, forniscono una sorta di "media" mondiale. Quindi fate attenzione: l'Europa non è il mondo, (e ancor meno lo è l'Italia) e le carte astrali domificate per Greenwich indicano solo gli influssi generali sul mondo della finanza.
Consiglio quindi a tutti coloro che vogliono imparare a usare il metodo di verificare le loro previsioni su tutti i principali indici di Borsa anche asiatici, poichè solo così potranno veramente vedere se sono stati bravi o no...la vostra previsione rispecchia o no il trend medio del periodo quale viene indicato dai principali indici di Borsa di tutto il mondo?

Da tutto ciò segue anche che - cosa ancor più importante- il metodo da me ideato non dovrebbe servire a fare speculazioni in Borsa, anche perchè non c'è modo più sicuro di sbagliare le previsioni che quello di farsi prendere dall'avidità. L'astrologia svela i suoi segreti soltanto a chi la ama senza secondi fini...


Nel mio saggio “Astrologia delle Borse” c’è un capitolo dal titolo “L’importanza delle congiunzioni planetarie”. La crisi finanziaria scoppiata nell’ultimo mese è appunto spiegabile seguendo il metodo indicato in queste pagine.
L’eclisse totale di Luna del dicembre 2010 è avvenuta a 29°20’ Sagittario, richiamando così la congiunzione Giove-Plutone del 2007. La sigizia annuale del 2011 è poi avvenuta a 28 Pesci, richiamando in tal modo sia l’eclisse del dicembre 2010 che la congiunzione Giove-Plutone del 2007. Come abbiamo visto, questo richiamo non poteva che produrre effetti nefasti per la finanza – effetti destinati quindi a manifestarsi nell’ambito del periodo coperto dalla sigizia annuale del 2011. Essi però hanno iniziato a manifestarsi in modo più evidente a partire dalla sigizia estiva, cioè dall’eclisse lunare del 15 giugno 2011. Questa eclisse, infatti, cade proprio sulla Parte delle Borse della sigizia dell’anno, quadrando al tempo stesso il medio punto tra il Sole e Marte. In tal modo si è attivato quanto annunciato fin dalla sigizia annuale. Si noti che questa figura di per sé non presenta configurazioni preoccupanti, ma chi ha letto il mio “Astrologia delle Borse” sa che il richiamo da parte di una sigizia in modo così preciso (e tanto più se si tratta della sigizia dell’anno) del grado di una grande congiunzione che annunciava il male per la finanza è già di per sé sufficiente a determinare un trend negativo. E nel libro cito espressamente proprio la congiunzione Giove-Plutone del 2007 (insieme alla Giove-Saturno del 2000).

Ma vediamo meglio perché la congiunzione Giove-Plutone è così pericolosa per la finanza. A tal fine bisogna considerare il tema della congiunzione stessa domificato per Greenwich – o anche quello della sigizia che l’ha preceduta – secondo il metodo che ho illustrato a proposito delle sigizie.
I SF sono Marte retrogrado, in caduta e per giunta sulla cuspide della casa 12, Plutone, Saturno peregrino, il Sole anch’esso peregrino, Mercurio in esilio, Giove che è nel suo domicilio, ma leso dall’opposizione di Marte e sul punto di lasciare il Sagittario per entrare in Capricorno, segno della sua caduta. Lo stato del Sole è peggiorato dalla congiunzione all’esiliato Mercurio e dal fatto che si oppone a Marte antiscia. Inoltre la congiunzione Sole-Mercurio è quadrata a Saturno, e la presenza stessa di Saturno peregrino nella seconda casa affligge la medesima. Significativo è che Cauda (cioè il "malefico" Nodo lunare sud) è a solo 1° dalla Parte di Fortuna. Essendo l’unico dispositore finanziario del tema, Giove avrebbe potuto aiutare un po’, se non fosse stato così gravemente afflitto da Marte. Si noti anche l'opposizione tra Saturno e Urano, che sono proprio i due signori dell'ottava casa. Le opposizioni che coinvolgono due pianeti che governano le stessa casa sono sempre molto preoccupanti, poichè è come se i due proprietari di una certa casa iniziassero a litigare tra loro, provocando disordine e scompiglio in tutte le faccende domestiche.
È
chiaro quindi che questa congiunzione annunciava gravi problemi per le Borse.

Voglio far notare che uno schema non molto diverso da quello attuale si era verificato nel 2008, e i richiami avevano riguardato sia la congiunzione Giove-Saturno del 2000 che la Giove-Plutone del 2007. Cito da “Astrologia delle Borse”: “Fino alla prossima congiunzione Giove-Plutone, quindi, il grado 28 della Croce Mobile deve considerarsi sfortunato per le Borse, come dimostra anche il fatto che la successiva ondata di ribassi si è avuta proprio nell’ultima settimana del giugno 2010, cioè quando Saturno è tornato a 28 Vergine. Ma la prova regina è un’altra, e vale per entrambe le congiunzioni in questione: il 16 agosto 2008 è avvenuta un’eclisse lunare a circa 24 Leone, cioè in stretto quadrato al grado della Giove-Saturno del 2000. Il richiamo da parte di un’eclisse, ovviamente, è ancor più potente di quello operato da una normale sigizia. Si trattava infatti dell’annuncio della più grave crisi finanziaria dal 1929 in poi, che iniziò il mese successivo con il fallimento di Lehman&Brothers. Era insomma giunto il momento in cui si sarebbe verificato quel che la congiunzione Giove-Saturno aveva annunciato fin dal 2000. Ma non basta. Infatti a settembre e ottobre 2008 (cioè proprio quando è scoppiata la crisi) Plutone stazionava a 28 Sagittario, cioè proprio sul grado della congiunzione Giove-Plutone del 2007. E infine il Plenilunio del 15 settembre 2008 (in perfetta coincidenza con il fallimento di Lehman&Brothers che fu dichiarato proprio il 15 settembre) è avvenuto tra 22 e 23 Vergine, cioè al trigono della Giove-Saturno del 2000…Ciò sembra confermare che bisogna fare attenzione anche ai richiami per trigono e per sestile, anche se indubbiamente gli altri due richiami hanno pesato molto di più. Come avrete capito, i richiami ad opera di eclissi, sigizie e stazionamenti planetari del grado di una congiunzione planetaria critica per le finanze sono un importante fattore da tener presente quando esaminiamo le sigizie. Se per esempio una sigizia non sembrerebbe particolarmente critica per le Borse ma avviene a 23 Toro (o Scorpione, o Aquario, o Leone) o a 28 Sagittario (o Gemelli o Vergine o Pesci), essa produrrà effetti peggiori di quelli che produrrebbe se avvenisse su un altro grado zodiacale. Si tratta dunque di un fattore di cui tener conto nella valutazione dei suoi effetti complessivi. E lo stesso vale nel caso in cui in quel periodo un pianeta lento staziona su uno di questi gradi zodiacali”.
Faccio notare che la crisi del 2008 scoppiò quando Giove e Saturno erano arrivati al trigono (non al quadrato o all’opposizione), e che adesso Giove e Plutone sono anch’essi in trigono…Ci si potrebbe chiedere: se il richiamo della Giove-Plutone è avvenuto fin dall’eclisse lunare del dicembre 2010, come mai la crisi non è scoppiata fin da allora? Il fatto è che né la sigizia annuale né quella stagionale richiamavano a loro volta il grado di questa congiunzione o di quella Giove-Saturno del 2000, né presentavano configurazioni allarmanti. Se la sigizia invernale fosse stata questa eclisse lunare, gli effetti si sarebbero manifestati fin da allora, anche se, non essendo il richiamo presente nella sigizia dell’anno e non presentando questa configurazioni particolarmente allarmanti (come invece avveniva in quella annuale del 2008), gli effetti sarebbero stati negativi ma non devastanti, e comunque circoscritti alla stagione invernale.
Quando infatti la sizigia annuale è un Novilunio, bisogna considerare come sizigie stagionali i Noviluni, anche se la sizigia immediatamente precedente l'ingresso del Sole nel segno cardinale in questione fosse un Plenilunio. E' una regola che è il frutto delle mie osservazioni in materia. Di solito in astrologia mondiale si usa la sizigia immediatamente precedente l'ingresso solare, ma qui siamo in un altro ambito, poichè si tratta di un vero e proprio confronto tra le sizigie. Anche quando si confronta la sizigia invernale di un anno con quella annuale dell'anno successivo,  bisogna considerare come sizigia invernale il Plenilunio se la sizigia annuale in questione è un Plenilunio, e il Novilunio se è un Novilunio.
Nel caso per esempio della sizigia invernale del 2010, dobbiamo considerare il Novilunio se la confrontiamo con la sizigia annuale del 2010 (essendo quest'ultima un Novilunio), ma dobbiamo invece considerare il Plenilunio se la confrontiamo con quella annuale del 2011 (essendo quest'ultima un Plenilunio). E' una regola che finora ha funzionato bene, ma mi riprometto di verificarla meglio in futuro.

Sono dunque necessarie tre condizioni: a) una grande congiunzione che annuncia una crisi finanziaria 2) il richiamo del grado zodiacale in questione ad opera della sigizia dell’anno, stagionale o mensile, con effetti ovviamente più gravi e prolungati nel tempo nel caso in cui il richiamo avvenga ad opera della sigizia dell’anno. 3) Una o più eclissi che, precedendo o seguendo la sigizia in questione, richiamano con forza ancora maggiore i significati della congiunzione in questione. Quest’ultima condizione produce quindi un effetto di amplificazione, ma è da ritenere non indispensabile, in quanto ai fini del richiamo di una grande congiunzione è sufficiente anche solo il richiamo da parte di una sigizia.

 

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