Astrologia Previsionale - Astrologia oraria, elettiva, classica e Magia Astrologica

IL RUOLO DEGLI ASPETTI GALATTICI NEL TEMA NATALE
Giacomo Albano

Individuare e interpretare gli aspetti galattici
Nell’articolo pubblicato nel numero precedente abbiamo visto che gli astri possono formare aspetti anche in base alla longitudine e alla latitudine galattica. Questo avviene quando formano tra loro un angolo di 0°, 30°, 45°, 60°, 90°, 120°, 135° o 180°. Infatti, questi angoli sono tutti divisori di 360°, e quindi dividono in parti uguali i 360° della Sfera Celeste. Essendo centrate sulla struttura della Via Lattea, le coordinate Galattiche non sono geocentriche. Se le coordinate geocentriche descrivono la manifestazione degli influssi celesti nel mondo naturale e psicologico dell'uomo, quelle galattiche puntano alla "ratio cosmica" e all'essenza metafisica degli astri.
Particolarmente interessante è il caso in cui questi aspetti si aggiungono a un altro aspetto tra gli stessi astri. Infatti, da un lato la compresenza di un aspetto galattico rende più potenti gli effetti degli altri aspetti, dall’altro gli aspetti galattici sembrano avere una più spiccata attitudine a produrre effetti nel campo della vita spirituale, e in alcuni casi possono favorire anche esperienze di tipo trascendente. Proprio per questo è di particolare interesse studiare questi aspetti nelle geniture di santi, di mistici o di persone che comunque siano riuscite a creare ponti con altre dimensioni dell'essere. Anche nei temi natali di persone più ordinarie o lontane dalla spiritualità, essi sembrano conferire un quid di “trascendente” ai normali significati degli aspetti.
E infatti uno degli esempi che faremo dimostra che gli aspetti galattici non hanno a che fare soltanto con l'irruzione della trascendenza nella nostra vita o con altri eventi ai confini del soprannaturale. Questi aspetti sembrano favorire anche un’attitudine ad esplorare la realtà secondo nuove prospettive, a seguire sentieri non ancora esplorati da altri, oltre a potenziare sempre e comunque l'efficacia di eventuali altre configurazioni esistenti tra gli stessi astri. Proprio per questo gli eventi portati da questi aspetti sono spesso “straordinari”, e comunque tra i più notevoli della vita di una persona.
Prendiamo come primo esempio il tema natale di Carlo Acutis, recentemente canonizzato da papa Leone XIV. Poi passeremo ad Albert Einstein.
Il ruolo della Croce del Sud nella genitura di Carlo Acutis
Carlo Acutis è stato un ragazzo italiano venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Mostrò fin da piccolo una grande fede e sviluppò un precoce interesse per l’informatica, realizzando siti Internet riguardanti la fede. Si dedicò al contempo al volontariato in favore dei senzatetto e nelle mense per poveri. Morì all’età di 15 anni a seguito di una leucemia fulminante. Negli anni seguenti, la Chiesa cattolica, dopo averlo dichiarato servo di Dio, ha riconosciuto due miracoli come frutto della sua intercessione, proclamandolo beato sotto il pontificato di papa Francesco, per poi proclamarlo santo il 7 settembre 2025.
Il suo tema natale mostra un particolare ruolo della Croce del Sud, al punto che possiamo considerarla la sua vera e propria Costellazione Generatrice. A questo concetto e a quello di Stella Madre ho dedicato un libro e anche un articolo pubblicato nei precedenti numeri della rivista. Al momento della nascita, al Fc si trovava proprio una stella della Croce del Sud (Mimosa), che era anche l'ultima della costellazione ad anticulminare. Come ho più volte fatto notare, quando ad essere angolare è la prima o ultima stella di una costellazione, quest'ultima tende ad acquistare un rilievo e un'importanza maggiore.
In quello stesso momento stava sorgendo Giove, il pianeta del sacro e della spiritualità, e Saturno stava tramontando. Quindi i due pianeti superiori erano in paran con la stella della Croce del Sud. In tal modo questa costellazione (che rappresenta il simbolo cristiano per eccellenza) era fortemente coinvolta nella fondamentale opposizione Giove-Saturno che era angolare al momento della nascita, conferendo ad essa una più spiccata tendenza a manifestarsi in senso spirituale e cristiano.
Ma le attivazioni planetarie delle stelle della Croce del Sud non finiscono qui. Quel giorno il Sole culminava mentre alcune stelle della Croce del Sud erano alla massima digressione est. Inoltre Venere sorgeva e la Luna tramontava mentre alcune stelle della Croce del Sud si trovavano alla massima digressione ovest. Ma cos’è l’azimut di massima digressione? Anche di questo abbiamo già parlato in un precedente articolo: si tratta della massima distanza angolare che una stella circumpolare può raggiungere dal Polo Nord celeste (verso Est o verso Ovest) nel corso della loro rotazione diurna. Lo stesso concetto può essere applicato alle stelle anticircumpolari: in questo caso si tratta della distanza dal Polo Sud celeste.
La Luna e Venere erano rispettivamente in parallelo e antiparallelo con la massima declinazione raggiunta a suo tempo da Imai, altra stella della Croce del Sud. E i Nodi Lunari erano in parallelo con la massima di mu1 Croce del Sud. Da tempo ormai nella mia pratica astrologica uso anche l'ultima minima e massima declinazione raggiunte da una stella nel corso del suo ciclo di precessione. Lo faccio perché queste declinazioni estreme dimostrano di restare a tutti gli effetti legate alla stella per circa 26.000 anni, ovvero fino al raggiungimento di una nuova minima o massima declinazione. Possiamo quindi considerarle “permanentemente” legate alla stella, visto ciò che rappresentano 26.000 anni in relazione alla durata della vita umana. Nel ciclo di 26.000 anni della stella esse rappresentano ciò che i olstizi rappresentano nel ciclo annuale del Sole.
Ma torniamo a Carlo Acutis. Il punto è che nella sua genitura vi sono anche aspetti galattici che si aggiungono a questi altri aspetti che i pianeti natali formano con le stelle della Croce del Sud. La Luna natale di Acutis aveva latitudine galattica uguale e opposta a quella di Mimosa (Croce del Sud). Il Sole formava un angolo di 45° con la latitudine galattica di alcune stelle della Croce del Sud. Mercurio formava, sempre in latitudine galattica, un angolo di 60° con due stelle della Croce del Sud (Mimosa e Imai). E Saturno formava un angolo di 30° con la latitudine galattica di Acrux (l’alfa della costellazione). Ci siamo limitati agli aspetti perfetti; ma se ammettiamo un'orbita di 1°-2° ne troveremmo molti altri.
Questi aspetti galattici, uniti agli altri, li rinforzavano notevolmente e aggiungevano una sfumatura trascendente e mistica ai loro significati.
Gli aspetti galattici nella genitura di Albert Einstein
In alcuni articoli precedenti abbiamo già esaminato la genitura di Einstein sotto più punti di vista. Ora è arrivato il momento di verificare il ruolo degli aspetti galattici in essa. Per comprendere la seguente analisi è necessario tener presente che Pegaso è la Costellazione Generatrice di Einstein. A questo concetto e a quello di Stella Madre (di derivazione platonica), abbiamo dedicato a suo tempo un articolo, in cui tra gli esempi fatti abbiamo esaminato proprio il tema di Einstein. Non a caso Pegaso è una delle costellazioni più legate allo straordinario progresso scientifico e tecnologico degli ultimi secoli. Questo vale in particolare per le stelle che formano l'asterismo del cosiddetto Quadrato di Pegaso.
Nella genitura di Einstein assume una cruciale importanza la congiunzione Mercurio-Saturno che spicca nella decima casa. Questa congiunzione ci parla anche delle sue rivoluzionarie scoperte circa la natura del tempo (Saturno). Non a caso, sia il Sole che la congiunzione Mercurio-Saturno hanno la latitudine galattica “magica” di -60° e formano anche un angolo “magico” di 30° in latitudine galattica con una stella del Quadrato di Pegaso (Scheat, cioè proprio la stella che nel già citato articolo avevamo individuato come la più probabile Stella Madre dello scienziato). Saturno è anche congiunto per longitudine galattica ad Algenib, altra stella del Quadrato di Pegaso.
La genitura di Einstein ha poi attivato con forza una relazione stellare tra le più significative per la rivoluzione scientifica e tecnologica. Essa coinvolge una stella del Quadrato di Pegaso (Scheat) e Betelgeuse, stella brillante che marca la spalla destra di Orione e che attualmente è alla sua massima declinazione. Sia Betelgeuse che il Quadrato di Pegaso erano angolari alla nascita di Einstein. A questo si aggiunga che Betelgeuse stava raggiungendo a sua volta la sua massima declinazione (+7°), la quale era proprio uguale alla minima raggiunta a suo tempo da Scheat. Si tratta di una stella brillante che si pone come attivatrice della declinazione estrema raggiunta in passato da un’altra stella, con effetti che sono quindi molto potenti, duraturi e “radicali”. Per Einstein questi effetti sono stati ancora più notevoli, visto che possiamo considerare Pegaso come la sua Costellazione Generatrice.
Inoltre Betelgeuse formava con un’altra stella del Quadrato di Pegaso (Algenib) un angolo di 90° in longitudine galattica. Queste relazioni tra Betelgeuse e le stelle di Pegaso producono effetti molto significativi, uno dei quali è stato proprio il prodigioso sviluppo delle scienze e della tecnologia. Infatti, una stella brillante come Betelgeuse, giungendo alla sua massima declinazione dopo 26.000 anni dal precedente massimo, può attivare con forza particolare le altre stelle con cui entra in questo tipo di relazioni.
Il punto è che il tema natale di Einstein ha potuto manifestare con grande forza questo legame tra stelle per una serie di motivi. Innanzitutto quel giorno la congiunzione Mercurio-Saturno, oltre a formare aspetti galattici con le due stelle, era configurata per paran sia a Betelgeuse che ad Algenib (oltre che ai due luminari). In tal modo la congiunzione Mercurio-Saturno poteva pienamente attivare le potenzialità di questi legami tra Betelgeuse e il Quadrato di Pegaso, veicolandone l’influsso nella genitura di Einstein. In questo caso, essendo una stella brillante, Betelgeuse produceva soprattutto l'effetto di amplificare i significati di Algenib che, come abbiamo visto, attualmente si manifestano soprattutto nella ricerca scientifica e tecnologica. Peraltro le più famose ricerche di Einstein si sono concentrate sulla natura del tempo e sulla velocità della luce, ben rappresentati rispettivamente da Saturno e dalla costellazione di Pegaso, che raffigura il mitico cavallo alato sul quale Perseo si muoveva alla velocità di un fulmine.
Concludiamo ribadendo che, per vivere alcuni effetti degli aspetti galattici, non è necessario essere Einstein o un mistico: anche nel tema natale di ciascuno di noi questi aspetti rivelano alcuni ambiti in cui siamo destinati a vivere alcune delle esperienze più notevoli della nostra vita.
Il lettore interessato ad approfondire l'uso degli aspetti galattici nel tema natale individuale potrà trovare un’esaustiva trattazione di tutti questi argomenti nel mio libro Astrologia Galattica. La Via Lattea come ponte tra Mondi.




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