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La Via Lattea come ponte tra Mondi

La Via Lattea come ponte tra Mondi
Giacomo Albano
Le antiche concezioni della Via Lattea variano a seconda delle culture e delle epoche, ma in generale essa è stata interpretata come un Sentiero Celeste, una dimora degli dèi, un fiume cosmico o un portale verso altri mondi. Nella cosmologia buddista, la Via Lattea è parte della grande rete di interconnessioni tra piani esistenziali. I popoli del Nord America credevano che fosse una sorta di ponte usato dagli sciamani per viaggiare tra i mondi. Dunque queste concezioni della Via Lattea convergono tutte nell’idea di un sentiero mistico, un collegamento tra il mondo fisico e dimensioni superiori.
Le coordinate galattiche sono un sistema di riferimento usato in astronomia per specificare la posizione degli astri rispetto al piano della Via Lattea e al Centro della Galassia stessa. I due principali riferimenti sono il Centro della Galassia e l'Equatore Galattico.
Il Centro galattico è situato nella costellazione del Sagittario, ai confini con lo Scorpione. L'Anticentro galattico è il punto esattamente opposto al Centro galattico nella Sfera Celeste. Si trova nella tra la costellazione dell’Auriga e quella del Toro. Per trovare il Centro e l'Anticentro galattico su Stellarium vi basterà digitare nella maschera di ricerca le parole Galactic Center e Galactic Anticenter.
L'Equatore Galattico è il piano principale del sistema di coordinate galattiche e coincide con il piano della Via Lattea. È l'equivalente del piano equatoriale terrestre, ma su scala galattica.
La latitudine galattica misura la distanza angolare tra un astro e l'Equatore Galattico, con valori da -90° a +90°.
La longitudine galattica misura l'angolo lungo il piano galattico a partire dal Centro Galattico, con valori da 0° a 360°. È possibile visualizzare su Stellarium la posizione degli astri in base a queste coordinate selezionando dalla voce “indicatori” l'opzione “griglia galattica”.
Il significato della posizione delle stelle e costellazioni rispetto al Centro della Galassia e all’Equatore Galattico
Se familiarizziamo con le coordinate galattiche tramite un programma di astronomia come Stellarium, ci rendiamo conto che quasi tutte le stelle, avendo un moto proprio quasi insignificante, nel giro di molti millenni cambiano di pochissimi minuti d'arco la loro longitudine e latitudine galattica. Si tratta di variazioni praticamente ininfluenti per la pratica astrologica. Fanno eccezione solo poche stelle che hanno un moto proprio significativo (tra queste troviamo anche alcune delle più luminose, come Sirio e Arturo). Dunque, in base alle coordinate galattiche, le stelle restano praticamente immutate anche nelle loro reciproche relazioni e posizioni. Questo dato suggerisce l'idea che l'assetto delle stelle dal punto di vista delle coordinate galattiche riflette una ratio cosmica permanente. Proprio per questo è molto interessante esaminarne i possibili significati.
Innanzitutto notiamo che vi sono costellazioni che si trovano proprio lungo l'Equatore Galattico. In alcuni casi a trovarsi in questa particolare posizione sono proprio le stelle di confine della costellazione. Un esempio di questo tipo ci viene offerto dalla costellazione dei Gemelli e da quella di Orione, come vediamo in questa immagine:
1Gem è la stella che segna la punta del piede di Castore e si trova proprio sull’Equatore Galattico (la linea obliqua in questa immagine). Lo stesso vale per le stelle della Clava di Orione. Queste stelle si trovano tutte lungo l'Equatore Galattico, e al contempo segnano il confine della costellazione stessa. In un certo senso queste costellazioni “nascono” lungo l'Equatore Galattico, sviluppandosi poi al di sopra di esso - come nel caso dei Gemelli - o al di sotto, cioè con latitudini galattiche negative, come nel caso di Orione.
Premettiamo che, qualunque sia il tipo di coordinate che usiamo, possiamo attribuire un valore particolare e “magico” a tutte le stelle e i pianeti che rispetto ai punti di riferimento del sistema di coordinate stesse, formano un angolo di 0°, 30°, 45°, 60°, 90°, 120°, 135°, 180°. Infatti, questi angoli sono tutti divisori di 360, e quindi dividono in parti uguali i 360° della Sfera Celeste. Ecco perché ad essi corrispondono i principali aspetti maggiori e minori usati in astrologia. Per quanto riguarda le coordinate galattiche, il fatto stesso che una stella, o magari un pianeta al momento della nostra nascita, si trovi ad avere una longitudine o latitudine galattica corrispondente a uno di questi angoli attribuisce ad essi un significato particolare: trattandosi in questo caso di coordinate galattiche, l'astro potrebbe manifestare con particolare evidenza le sue potenzialità di natura iniziatica e spirituale.
Tra le costellazioni che si trovano lungo l'Equatore Galattico (e che quindi hanno latitudine galattica intorno a 0°), è facile constatare che ve ne sono alcune che hanno avuto una rilevanza particolarmente evidente nella storia dell'umanità, e in particolare nella storia delle religioni e della spiritualità.
A questo riguardo basti pensare al fatto che, tra tutte le stelle della Via Lattea, quella legata nella maniera più stretta e completa all'Equatore Galattico è la stella più luminosa della Croce del Sud. Si tratta di Acrux. Questa stella ha una longitudine galattica che di -60° e una latitudine galattica di 0°, ovvero si trova sull'Equatore Galattico. Quindi si tratta di una stella che ha sia una longitudine che una latitudine galattica a un valore “magico” e appartiene a una costellazione che nasce lungo l'equatore galattico proprio tramite la sua stella più luminosa.
Questa peculiarità di Acrux ha avuto un'evidente manifestazione terrestre nel fatto che la Croce è diventata non soltanto il simbolo per eccellenza della religione cristiana, ma anche, più in generale, un simbolo esoterico di tutte le epoche e tradizioni, come spiega bene Renè Guènon nel suo magistrale libro Il simbolismo della Croce. Se consideriamo questa particolarità unica tra le stelle che è propria di Acrux nel sistema delle coordinate galattiche, e al contempo il valore salvifico che la Croce ha assunto nella religione cristiana, iniziamo a farci un'idea del modo in cui la posizione delle stelle rispetto all’Equatore Galattico possa enfatizzarne il valore simbolico e spirituale che assumono per noi uomini. Inoltre, visti i significati tradizionalmente attribuiti alla Via Lattea come “Ponte tra Mondi”, la cosa può avere a che fare con la stessa manifestazione di divinità ed esseri celesti nella nostra dimensione terrestre.
Non a caso si trova lungo l'Equatore Galattico anche la costellazione del Cigno, della quale fa parte il famoso asterismo della Croce del Nord. Oppure potremmo fare l'esempio della costellazione di Cassiopea, l'unica che raffigura una regina nel cielo. Si tratta di un'altra costellazione che “nasce” lungo l'Equatore Galattico con la sua stella Segin. Più in generale, si tratta di una delle costellazioni associate all'archetipo della Grande Madre, la cui importanza nella storia spirituale dell'umanità è ampiamente nota. Altrettanto evidente è anche la manifestazione dell'Archetipo in ambito cristiano. Nei precedenti libri dedicati all'Astrologia Stellare, ho più volte dimostrato che in occasione delle più importanti apparizioni mariane, le stelle di Cassiopea hanno avuto un ruolo molto più evidente di quelle della Vergine. E ora comprendiamo che il motivo potrebbe appunto risiedere nel fatto che Cassiopea, a differenza della Vergine, si trova lungo l'Equatore Galattico, cosa che le conferisce una più spiccata tendenza a creare canali di collegamento con altre dimensioni.
Allo stesso modo, è ben nota l'importanza della costellazione di Orione presso tutte le grandi antiche civiltà, a iniziare dall'antico Egitto, in cui era identificata con Osiride. Oppure potremmo parlare della costellazione dei Gemelli. L'Archetipo dei Gemelli ha avuto una enorme importanza in tutte le tradizioni mitologiche e spirituali dell'antichità. Nella Bibbia è presente il racconto di Caino e Abele e la stessa Roma fu fondata da due gemelli. Nel suo Dizionario dei simboli, Jean Chevalier ci fa notare che questo Archetipo esprime la dualità di ogni essere o il dualismo delle sue tendenze spirituali e materiali, diurne e notturne. Di solito la coppia di gemelli rappresenta il giorno e la notte, gli aspetti celesti e terrestri del cosmo e dell'uomo. Quando i gemelli rappresentano le opposizioni interne dell'uomo e la lotta che egli deve compiere per superarle, possono assumere un significato sacrificale: la necessità dell'abnegazione, della distruzione o della sottomissione, dell'abbandono di una parte di sé stessi perché l'altra trionfi. La credenza secondo cui la nascita di due gemelli presuppone l'unione di un mortale con un dio è estremamente diffusa. Anche Castore e Polluce erano figli di un dio (Zeus) e di una mortale (Leda).
Queste osservazioni sembrano adattarsi perfettamente anche alla manifestazione cristiana dell’Archetipo. Nei libri dedicati alla ricerca sulla nascita di Gesù ho fatto notare che le due brillanti dei Gemelli erano alla loro massima declinazione proprio in quegli anni, e che in quel contesto rappresentano con ogni evidenza la duplice natura umana e divina di Gesù, in perfetta corrispondenza con il tradizionale simbolismo dei Gemelli. Allo stesso modo, nel mito greco, Polluce era il gemello immortale, Castore quello mortale.
Non meno interessanti sono le osservazioni che possiamo fare a proposito della costellazione del Sagittario, in cui cade il Centro Galattico. Il Sagittario sembra puntare la sua freccia proprio verso il Centro della Galassia in cui si trova il buco nero supermassiccio chiamato Sagittarius A. L'Arco del Sagittario si trova nella zona più luminosa della Via Lattea. A questo proposito lo Chevalier ci fa notare che, nella tradizione delle Upanishad, il Sagittario, ovvero l'uomo che tende ad identificarsi con la freccia, si vota all'esaltazione del Brahman, la cui conoscenza assicura la liberazione dal ciclo delle rinascite: “Sappi, mio caro, che è là il bersaglio da raggiungere. Avendo preso per arco la grande arma delle Upanishad, vi dispone la freccia appuntita e la tende per mezzo del suo spirito che ha raggiunto l'Entità”.
Per il momento ci fermiamo qui. Il lettore interessato all'uso degli aspetti galattici anche nell'interpretazione del tema natale individuale potrà trovare un’esaustiva trattazione di tutti questi argomenti nel mio libro Astrologia Galattica. La Via Lattea come ponte tra Mondi.

La costellazione della Croce del Sud si trova sotto il cavallo del Centauro. Essa sembra nascere dall’Equatore Galattico tramite la sua stella Acrux che si trova proprio su di esso (la linea che interseca la stella piu’ meridionale della costellazione).

La costellazione della Croce del Sud si trova sotto il cavallo del Centauro. Essa sembra nascere dall’Equatore Galattico tramite la sua stella Acrux che si trova proprio su di esso (la linea che interseca la stella piu’ meridionale della costellazione).

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