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L’UOMO E LE STELLE SECONDO GLI ARABI E PARACELSO (articolo pubblicato nel n. 230 della rivista "Sestile")

 

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Nel pensiero arabo medievale era abbastanza diffusa l’idea secondo la quale non sono soltanto le stelle ad agire sugli uomini, ma anche questi ultimi ad agire sulle stelle. E questo vale anche per tutti gli altri esseri e cose che esistono su questa terra.

Anche per il grande sapiente e astrologo arabo al-Kindi ciascuna cosa emana raggi, tramite i quali trasmette alle altre la sua natura, ma può farlo solo se tra esse vi è già attrazione per “simpatia” (secondo la sua etimologia greca questa parola significa “sentire insieme”).

Quando si parla della teoria dei raggi di al-Kindi spesso si dimentica di evidenziare che in base ad essa anche gli uomini e gli altri esseri e cose del mondo possono trasmettere la loro natura alle stelle che sono in “simpatia” con essi. E infatti secondo al-Kindi i raggi emessi dai composti elementali possono a loro volta agire sui raggi celesti, condizionandone l’azione. Più che di una vera e propria gerarchia, possiamo quindi parlare di un dialogo o interazione tra i vari livelli del cosmo. Secondo al-Kindi anche i sentimenti e le passioni umane emanano raggi, tramite i quali possono provocare modifiche nel mondo esterno[i].

   Il fatto che ogni cosa agisce su un’altra ponendosi verso essa sia come causa che come effetto rende impossibile distinguere gli effetti dalle cause e ci restituisce una visione del cosmo ben più diversa e complessa di un puro e semplice rapporto di causalità.

Pur riconoscendo l’esistenza di Dio, Al-Kindi sembra escludere un suo diretto intervento sul mondo, il cui funzionamento è piuttosto affidato a questa interazione tra energie che è impersonale e non persegue alcuno scopo. Tutto ciò contrasta nettamente con il finalismo delle religioni monoteiste e possiamo immaginare che Al Kindi abbia avuto non pochi problemi per conciliare questa sua visione cosmologica con quella della religione islamica.

 

Questa concezione presenta un’evidente affinità con quella del grande medico e mago rinascimentale Paracelso, secondo il quale ciascuno di noi è la manifestazione di una stella, ma per tale deve intendersi un certo principio cosmico, una delle Idee; tale Idea è propria anche di una certa stella fisica, ma noi non la abbiamo derivata da essa, è solo che siamo affini ad essa e quindi ci attraiamo a vicenda in quanto manifestazioni di una stessa Idea o Essere[ii].

Siamo dunque noi a metterci in simpatia con certi astri attraendone l’influsso, in quanto in noi già esiste una certa tendenza affine a quelle certe configurazioni.

Dice Paracelso: “Nessuno ha bisogno di occuparsi del corso di Saturno: non abbrevia né allunga la vita di alcuno. Se Marte è feroce, non ne segue che Nerone fosse suo figlio; e sebbene Marte e Nerone possano aver avuto le stesse qualità, non le hanno prese l’uno dall’altro. Le stelle non ci inclinano a nulla che non desideriamo…”.

   Paracelso dice anche che se un uomo ha più ricchezza e fama, ciò non è dato dalle stelle, ma dal fatto che è più adatto ad acquistare queste cose. Le essenze del corpo sidereo dell’uomo sono legate a quelle delle stelle; ma l’uomo è padrone della sua anima, e così come può permettere che tali attrazioni avvengano in modo irregolare, può anche imparare a controllare le sue passioni e respingere le influenze che non desidera.

   Dice Paracelso: “Vi è un potere attrattivo nell’anima umana che attrae dal Caos le malattie fisiche, mentali e morali…L’uomo attrae qualità velenose dalla Luna, dalle stelle e da altre cose; ma queste attraggono a loro volta cattive influenze dall’uomo e tornano a distribuirle con i loro raggi perché la Natura è un tutto indiviso”.

Dunque il Sole e le stelle attraggono qualcosa da noi, e noi da essi, perché i nostri corpi astrali sono in simpatia con le stelle e viceversa; ma lo stesso avviene con i corpi astrali di tutti gli altri oggetti…Ogni corpo attrae certe influenze dalle stelle; alcuni ne attraggono di più, altri di meno. E anche le stelle hanno le loro simpatie e antipatie, in base alle quali si attraggono o respingono a vicenda.

E ancora: “Il corpo viene dagli elementi, l’anima dalle stelle, e lo Spirito da Dio. Tutto ciò che l’intelletto può concepire proviene dalle stelle. Gli uomini non inventano le Idee; le Idee già esistono e gli uomini possono afferrarle. Se tutti i maestri di musica del mondo morissero in un sol giorno, il cielo, che è l’originale maestro di musica, non morirebbe, ed insegnerebbe quest’arte ad altre persone…Esistono molte idee che l’uomo non ha ancora afferrato; molte stelle sono ancora troppo lontane per formare un forte collegamento con la terra. Il regno delle stelle e delle Idee è infinito, e per questo la sorgente delle invenzioni e delle scoperte non è ancora esaurita”.

Basti pensare alle comete: “Se un nuova cometa appare in cielo, riempie di terrore il cuore degli ignoranti; se una nuova grande idea appare sull’orizzonte mentale, suscita timore in coloro che restano legati ai vecchi sistemi”. E ancora: “Cattive influenze planetarie possono essere attratte dall’anima della terra e causare epidemie”.

In queste parole c’è la chiave per conciliare l’approccio basato sui rapporti di causa-effetto con quello basato sulla sincronicità. Se infatti è vero che vi è corrispondenza tra le stelle da un lato e gli uomini e gli eventi terrestri dall’altro, è anche vero che essa è basata sulla “simpatia”, e non su una azione causale. Quindi noi attraiamo dalle stelle le qualità a cui siamo già affini per nostra natura, non perché ce le abbiano date le stelle.

 

Si può anche ipotizzare che l’Idea propria di una certa stella (che potremmo definire la stella-madre di un certo individuo) viene trasformata in un logos comprensibile per la Terra tramite il modo in cui i pianeti sono messi alla nascita: possiamo pensare che il tema natale è una sorta di traduzione nei termini dei pianeti dell’Idea della nostra stella-madre. I pianeti, infatti, corrispondono a uno stato dell’essere inferiore a quello delle stelle fisse, ma proprio per questo più vicino alla terra e più accessibile agli uomini.

Ogni uomo è una stella”, diceva il famoso occultista inglese Aleister Crowley. È molto suggestivo pensare che ciascuno di noi è un’epifania di una stella su questa Terra. E questa prospettiva apre anche nuove possibilità per la nostra vita spirituale, che potrebbe per esempio essere basata su una continua interlocuzione con questa stella-madre.   Senza dimenticare però che si può salire anche ad un livello superiore: l’uomo fisico prende il suo nutrimento dalla terra, l’uomo sidereo riceve sentimenti e pensieri dalle stelle…ma l’uomo spirituale riceve la sua sapienza direttamente dal Divino.

 

[i] Su questi argomenti v. il De radiis di al-Kindi (ediz. Mimesis) e il libro di Pinella Travaglia Magic, causality and intentionality. The doctrine of rays in al-Kindi (edizioni del Galluzzo, 1999). Alla teoria dei raggi di al Kindi e alle sue possibili applicazioni astrologiche ho anche dedicato un mio libro: Astrologia dei raggi. Come i raggi delle stelle creano il mondo (Youcanprint, 2017).

[ii] Per queste osservazioni sul pensiero di Paracelso v. Franz Hartmann: “Il mondo magico di Paracelso”, ediz. Mediterranee.

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