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LA CORONA E IL DRAGONE: LE IMMAGINI STELLATE DEL NUOVO CORONAVIRUS (Articolo pubblicato sul n. 2 della rivista "Astrolabor", in vendita su Amazon)

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L’uso delle costellazioni e delle stelle fisse in astrologia mondiale ci aiuta a conferire più concretezza e “colore” alle indicazioni dei pianeti, sia grazie alle immagini stellate in quando tali e alla loro capacità di influenzare le cose terrestri a loro affini, sia grazie alle loro associazioni mitologiche e archetipali che, lungi dall’essere semplici favolette, erano grandemente considerate anche da autori antichi come Manilio e Firmico Materno. Queste ultime ci consentono di conferire agli eventi terrestri uno spessore simbolico che ne rende più chiaro il significato profondo, dandoci così anche la possibilità di agire con maggior consapevolezza ed efficacia.

Vediamo dunque in che modo possiamo applicare questi principi al caso dell’epidemia di polmonite virale causata dal nuovo coronavirus che ha colpito la Cina all’inizio di quest’anno e che nei mesi successivi si è diffusa in Italia, e poi nel resto del mondo.

Il Novilunio del 26 dicembre era un’eclisse solare visibile dalla Cina. La carta dell’eclisse domificata per Wuhan ci offre alcune interessanti conferme dell’antico motto nomen omen. In base al principio delle simpatie universali, infatti, le cose che hanno un certo nome possono essere influenzate dai pianeti e dalle stelle che hanno lo stesso nome o un nome simile.

Il Drago, come sappiamo, è il simbolo per eccellenza della Cina, e il virus che la sta affliggendo è un coronavirus. È quindi interessante notare che nella carta dell’eclisse c’è un ruolo importante sia per la costellazione del Dragone sia per quella della Corona Australe. Di per sé la Corona Australe non ha nulla a che fare con i coronavirus… ma in realtà sia la Corona australe sia quella boreale hanno molto a che fare con tutto ciò che ha forma di corona, e ancor più se questa cosa ha anche il nome di “corona”. E questo vale anche in senso figurato, per esempio per la Corona intesa come casa reale. E infatti ci sono studi che dimostrano il ruolo della Corona boreale in relazione alle vicende della famiglia reale inglese.

 

(Alla fine dell'articolo trovate il cielo dell'eclisse riprodotto con Stellarium)

 

L’eclisse è congiunta a Giove e al Nodo lunare sud, ma soprattutto è avvenuta proprio sulla cuspide della Corona australe (ci riferiamo sempre alla longitudine corrispondente, visto che le costellazioni extrazodiacali non possono essere transitate “per corpo” dai pianeti). I confini della Corona Australe, infatti, si trovano intorno a 3-4° Capricorno. Secondo alcuni autori come Vivian Robson, i transiti dei pianeti sulla cuspide di una costellazione ne attivano i significati con maggior forza. Nessun dubbio sul fatto che in questo caso si tratta di attivazione potenzialmente “malefica”, visto che avviene ad opera dell’eclisse stessa. Del resto il pericoloso Nodo lunare sud, oltre ad essere congiunto esso stesso a stelle della Corona australe, lo è anche alla malefica stella Facies. Ecco quindi il nostro coronavirus!

Passiamo al Dragone. Secondo Barbault il ciclo Saturno-Plutone rappresenta eventi relativi alla Cina, e qui vi era una congiunzione Saturno-Plutone proprio al Mc, in quadratura con l’Asc e in paran con stelle malefiche che sorgevano (Algol, Hamal, Sheratan). Ma ancor più mi interessa notare che la congiunzione Saturno-Plutone culminava con il Serpente celeste mentre anche due stelle del Dragone (Nodus I e II) erano al meridiano. La costellazione del Dragone ha natura Saturno-Marte, tra le altre cose porta anche avvelenamenti accidentali. Evidentemente la culminazione di stelle del Dragone con pianeti quali Saturno e Plutone (che a loro volta possono avere effetti simili) ha favorito proprio la manifestazione di un’epidemia, dato anche il paran con Algol che sorge. Ma ha contribuito anche a localizzare questi effetti proprio in Cina, specialmente se consideriamo che la costellazione del Dragone è attivata anche dalla congiunzione di Marte con una sua stella (Arrakis, che rappresenta il naso o lingua del Dragone).

 

Come sempre, quindi, le costellazioni e le stelle fisse hanno contribuito a dettagliare meglio le indicazioni dei pianeti, fornendo indicazioni aggiuntive relative al luogo degli eventi (la Cina), alla loro natura (la diffusione di un simbolico “veleno”) e perfino alla natura del virus (appartenente appunto alla famiglia dei coronavirus).

 

 

 

Qualche considerazione aggiuntiva. Con Algol sorgono anche altre stelle poco rassicuranti dell’Ariete come Hamal e Sheratan, entrambe di natura Saturno-Marte. Culmina anche Deneb el Okab Australis (Aquila), immagine di volatile che può alludere alla natura aerea e veloce del contagio. La congiunzione Luna-Sole-Giove-Nodo lunare sud è congiunta anche a stelle del Serpente. Non dimentichiamo che la congiunzione dei luminari era un’eclisse solare, quindi i suoi effetti erano amplificati.

Il malefico Nodo lunare sud è congiunto non soltanto a stelle della Corona australe, ma anche alla malefica Facies. Marte stesso è in congiunzione eclittica con stelle del Dragone, del Serpente, del Centauro, della Bilancia e di Ercole. È interessante notare che questi asterismi sono attivati e richiamati con forza anche nel successivo Plenilunio, e queste attivazioni hanno avuto la funzione di scatenare gli eventi, visto che proprio allora è scattato l’allarme vero e proprio. Quanto ai paralleli di declinazione, anch’essi sono molto significativi: l’eclisse, Giove e i Nodi sono in parallelo con Hamal, Kraz, Facies. Marte è parallelo ad Asellus e Oculus.

Erano i giorni del tramonto eliaco di Saturno e della levata eliaca dello Scorpione, in particolare di Antares, stella che infatti ha agito con forza particolare quando a gennaio Marte l’ha attivata congiungendosi a essa. E sia Saturno sia la costellazione dello Scorpione sono fattori astrologici altamente significativi per l’evento in questione…

 

L’eclisse lunare di gennaio 2020 (immagine sotto)

L’allarme vero e proprio per la diffusione del nuovo coronavirus è scattato sotto il vigore del Plenilunio dell’11 gennaio che era anche un’eclisse lunare.

Come sempre, dobbiamo prestare particolare attenzione all’eventuale insistenza su alcuni asterismi, cosa che può accadere quando essi sono angolari e/o congiunti o in parallelo di declinazione a più di un pianeta. Ma questo effetto di “accumulo” può verificarsi anche se questa insistenza riguarda asterismi diversi, e tuttavia collegati tra loro dal punto di vista simbolico o mitologico. Qui, per esempio, sorge il Serpente, e accanto a esso Ercole, anch’esso tradizionalmente raffigurato come avvolto da un serpente. In Mesopotamia l’asterismo era diviso in tre costellazioni. Il relativo mito sembra fosse legato alla sconfitta del Caos primordiale personificato in un mostro chiamato Tiamat da parte di un eroe solitamente identificato con il dio Marduk. Nella mitologia babilonese Tiamat era la madre dell’universo caotico esistente alle origini: l’eroe la divideva in due parti, simboleggiate nel cielo dal Drago a nord e dall’Idra a sud, edificando con il suo corpo l’universo di cui separava le due metà tramite l’argine celeste rappresentato dallo Zodiaco. Quindi costruiva la struttura di tutto il cosmo, creava la Terra, gli astri, gli uomini, le piante. E questa vittoria sul Caos era appunto rappresentata da Marduk nell’atto di schiacciare la testa del Drago. Per i Greci invece questo eroe era Eracle (o Ercole che dir si voglia). Figlio di Zeus e Alcmena, Eracle non ebbe un’infanzia tranquilla a causa dell’odio di Era, la gelosa moglie di Zeus che gli mandò due enormi serpenti per ucciderlo. Ma Eracle già da bambino era molto forte, al punto che riuscì a stritolarli tra le sue mani. In seguito, per volere di Zeus, suo cugino Euristeo gli promise che avrebbe ottenuto la libertà se fosse riuscito a superare le famose “dodici fatiche”, cioè dodici terribili prove. Esse furono superate in maniera brillante, e così ottenne la libertà…Tradizionalmente Eracle è raffigurato in posa inginocchiata con una pelle di leone e una clava nell’altra, nell’atto di uccidere il Drago posto a guardia delle Esperidi.

 

 

 

Sorgono anche la costellazione della Bilancia (che in origine faceva parte dello Scorpione, di cui rappresentava le chele) e quella del Centauro. Uno dei miti di quest’ultima costellazione è associato sia a Ercole che all’Idra (la quale in questa carta si trova al Mc). Uno degli allievi del centauro Chirone fu Asclepio, figlio di Apollo, che diventò il guaritore per eccellenza, al punto che a lui fu dedicata la costellazione di Ofiuco. Ma un giorno Eracle si recò a visitare il centauro Folo, il quale ebbe la cattiva idea di offrirgli del vino che apparteneva anche agli altri centauri. Costoro irruppero furiosi nella grotta, armati di sassi e alberi. Eracle li ricacciò indietro con una raffica di frecce. Alcuni centauri si ripararono da Chirone che non aveva partecipato all'attacco, e una delle frecce di Eracle lo colpì accidentalmente a un ginocchio. Eracle cercò di salvarlo estraendo subito la freccia, ma nulla poteva neutralizzare il veleno del sangue dell’Idra in cui erano state intinte le sue frecce.

Al Mc troviamo la criniera del Leone, e appena sotto c’è l’Idra. Quest’ultima è considerata un serpente d'acqua di genere femminile.  Si tratta di una costellazione antica, al punto che già nella Mesopotamia del 1200 a.C. era identificata con il primordiale serpente d'acqua Tiamat, ucciso da Marduk nel corso della Grande Guerra degli dèi. La leggenda più conosciuta relativa al serpente d'acqua lo identifica con l'Idra di Lerna delle dodici fatiche di Eracle (Ercole). L’Idra viveva in una palude e aveva corpo di cane e nove teste, ciascuna delle quali sputava e soffiava fumi venefici.  Eracle fece uscire il mostro dalla tana scagliandoli contro frecce incandescenti e iniziò a mozzargli le teste, ma ad ogni decapitazione altre teste subito rispuntavano. A un certo punto il suo amico Iolao, applicando tizzoni ardenti ai tagli presenti sul collo del mostro, riuscì a impedire la ricrescita, cosa che consentì a Ercole di trovare e tagliare con un colpo deciso la testa immortale dell'Idra, uccidendola. Dopo averla sventrata, l’eroe intinse le sue frecce nel sangue dell’Idra, rendendole in tal modo micidiali per chiunque. Le stelle dell’Idra sono associate anche a veleni e avvelenamenti.

 

Tutti questi miti insistono su temi quali i serpenti, i veleni, le prove da superare per vincere le forze del Caos, rappresentate dal Dragone e dall’Idra. Per esempio, come non associare l’Idra che sputava fumi venefici e le cui teste una volta tagliate ricrescevano continuamente alla forte contagiosità del virus per via aerea e alla sua diffusione così difficile da arrestare?

Possiamo quindi vedere in questa epidemia di coronavirus il manifestarsi di un archetipo antico come il mondo e che riguarda la lotta tra l’ordine faticosamente costruito dagli uomini e le forze primordiali del Caos che periodicamente minacciano di distruggerlo. E nell’evento che stiamo studiando non sono mancate neanche le altrettanto classiche figure di eroi che hanno dato la vita in questa battaglia. E forse non è un caso se stavolta sono stati colpiti per primi e in misura maggiore i paesi più sviluppati (almeno fino a questo momento), cioè quelli che negli ultimi decenni o nell’ultimo secolo sono stati protagonisti di un prodigioso sviluppo industriale e tecnologico. Cos’è infatti la tecnica, se non un argine che l’uomo costruisce per assoggettare e dirigere le forze “cieche” e irrazionali della Natura nel più o meno illusorio tentativo di ridurle a un ordine calcolabile e pianificabile?

 

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